Non ho fatto in tempo a riprendermi dalle fatiche necessarie per diventare un beta tester di Joost, il progetto innovativo di cui avevo scritto l’altro giorno ideato nientemeno che dai creatori di Skype, che ecco comparire già i primi considerevoli problemi nella mia avventura in quello che fino a pochi giorni fa era The Venice Project.
Ma prima devo ringraziare due persone.
Sono coloro che mi hanno concesso di entrare a far parte della ristretta cerchia degli invidiatissimi beta tester di Joost in men che non si dica e che ho conosciuto grazie al blog. Sono Vito Antonio Bonardi e Francesco Biacca. E’ scontato dirlo ma entrambi sono dei beta tester di Joost nonchè blogger e Francesco è colui a cui non sarò mai abbastanza grato per avermi invitato a provare questo nuovo ed interessante progetto. Non sto a tediarvi ulteriormente nel dirvi chi sono o cosa fanno perchè ci sono i loro blog a farlo per loro molto meglio di quanto potrei fare io, quindi andateci a dare una sbirciatina se siete interessati e soprattutto se volete leggere altre due impressioni dall’Italia su quello che è l’oggetto del desiderio di molti navigatori della rete, Joost appunto: hanno già pubblicato i loro primi commenti sulla piattaforma peer-to-peer che permette di vedere la televisione ad alta qualità su internet e li trovate qui e qui.
Ma veniamo a noi e al nocciolo della questione. L’altro giorno dopo aver scritto che The Venice Project sarebbe diventato Joost, vado ad aggiornarmi un pò sulle ultime news e leggo un articolo di un noto blogger torinese (secondo me abbiamo le stesse fonti, ndr) che però aveva qualcosa in più una screenshot che vi posto qua sotto:
A me pareva che il sistema operativo su cui stava girando tutto l’ambaradan fosse OS X ma evidentemente mi sono sbagliato nella valutazione. Perchè oggi dopo essermi prodigato per giorni, non aver dormito per intere notti cosa vado a scoprire? Il programma per usufruire dei servizi offerto dalla piattaforma, ovvero in soldoni quello per provare la TV su internet ad alta qualità funziona solo per Windows.
Sono delle belle scoperte, non c’è ombra di dubbio.
Ok voi obietterete che è un sevizio in fase di beta test privata, anzi blindata. Ok d’accordo ormai anche sui Mac ci puoi installare Windows (lo sto facendo). Ma che cavolo di progetto innovativo è se ritorniamo sempre agli stessi discorsi di 10 anni fa: ovvero non c’è nella versione compatibile per Mac? Poi un progetto che si presenta con certe credenziali non dovrebbe deludere le attese in questo modo. E’ o non è fatto dagli stessi creatori di Skype? Sfrutta o non sfrutta lo stesso protocollo peer-to-peer di Skype? E allora cavolo non credo che ci voglia molto a rilasciare una versione del client instabile e fallata (no problem ci sono i beta tester a trovare i bug) anche per Mac…
Mah sono un pò deluso. Voi la sapevate già questa cosa?