Esperimento

scritto da Davide Salerno22 maggio 2007

in Curiosità

Stefano sostiene che lunghezza e complessità dei post non vanno di pari passo con il numero dei commenti.

In sostanza post brevi e scemi dovrebbero riscuotere più successo e stimolare una discussione molto più prolissa di quelli lunghi ed impegnati.

Voi come la pensate?

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1 Davide Salerno 25 maggio 2007 alle 12:14

Adesso devo calcolare il limite della funzione per x->oo poi ti dico…

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2 LoStudente 25 maggio 2007 alle 12:06

7) abbiamo raggiunto un numero sufficientemente alto – o sufficientemente basso – per l’esperimento in questione?

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3 LoStudente 24 maggio 2007 alle 12:39

3) non è detto che ve ne siano di contatori, ma anche sì – esistono per default. Le motivazioni? Come hai detto tu stesso, ce ne possono essere di svariate…
5) ripeto: i media; io non lo sono.
6) conversazione e/o informazione.

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4 Davide Salerno 24 maggio 2007 alle 12:34

3) Sicuramente ma non credo sia molto diffusa. Io per esempio non ne avevo mai sentito parlare. Cioè che uno chiude i commenti perchè non è interessato al numero di visite beh mi sembra un sillogismo alquanto perverso. Al massimo non mette il contatore se non è interessato alle visite e si disinteressa delle statistiche ma perchè chiudere i commenti?
5) Blogger anarchici detto dai media? Mah se lo dici tu…
6) Ti ripeto: il blog inizialmente era uno strumento di conversazione, per fare conversazione bisogna riprendere quello che dice un’altra persona e quindi le citazioni sono un obbligo in tal caso se no come posso far capire a chi mi legge di che cosa sto parlando?
Poi come al solito si è commercializzato il tutto ed il blog è diventato uno strumento per far soldi con AdSense ed è cresciuta l’importanza i classifiche e statistiche.
Ma inizialmente il blog serve per fare conversazione ed anche se può sembrare strano c’è chi ancora lo utilizza per questo.

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5 LoStudente 24 maggio 2007 alle 12:22

2) (lo so, mi piacciono le “brutte” espressioni)
3) una di queste è l’indifferenza al numero dei commenti e delle visite (direttamente proporzionale?)
4) condivido…
5) i media: max o mini che siano.
6) no, assolutamente, i reati sono altra cosa: io però sono arrivato a te perché c’è stato chi a sua volta a fatto quel che hai fatto tu.

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6 Davide Salerno 24 maggio 2007 alle 12:06

1)E’ un post breve ma se letto attentamente tutt’altro che scemo.
2)Mi andava sapere l’opinione di chi passa di qua circa l’argomento
(P.S. Sapienti blogger? Che espressione brutta…)
3)Si e non c’è una motivazione ma ce ne sono svariate.
4)No non è importante. Il blog per me è uno strumento per fare conversazione. Mi accontento di conversare con chi passa per caso o volontariamente di qui e gli va di scambiare quattro chiacchere
5)Chi lo dice? Mai sentito… forse autoreferenziali ma anarchici proprio…
6)Non c’è nessuna catena. Non è un meme. Ho letto quello che scriveva un amico e potevo semplicemente rispondergli con un commento sul suo blog ma ho preferito fare un post per vedere come la pensano a riguardo “i miei lettori”.
E’ un reato? Credo di essere l’unico ad aver ripreso il post quindi non c’è assolutissimamente nessuna catena.
Solo 2 persone che discutono. Anzi visto i commenti tante persone che discutono su un argomento di comune interesse

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7 LoStudente 24 maggio 2007 alle 11:51

1) questo è un post breve e scemo?
2) il motivo di questo post? no, perché, sapienti blogger di tutto il mondo è dal 2003 che parlano di questo. probabilmente lo fanno solo per attirare l’attenzione.
3) esistono blog in cui non c’è la possibilità di commentare: ci siamo posti la motivazione?
4) è poi così importante avere tanti commenti o il contatore da primato?
5) dicono che i bloggers siano anarchici: secondo me dipende dai punti di vista; e comunque, se uno è anarchico lo è comunque e a prescindere, blog o meno.
6) questi post sono come una catena: mi chiedo sempre il perché.

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8 Barbara 23 maggio 2007 alle 21:05

Bò io non mi faccio influenzare dalla lunghezza per commentare però ammetto che quando sono troppo lunghi li leggo solo se mi interessano particolarmente senno lascio perdere

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9 Gabriele 23 maggio 2007 alle 12:39

Diciamo che per l’utente medio che cerca di leggere (come me) i vari post dai vari blog preferiti nei pochi momenti di pausa in ufficio, un testo troppo lungo scoraggia… …il capo E-) è sempre in agguato…. :)
Quindi si, effettivamente credo che i post brevi (ma non scemi) abbiano più successo. :D

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10 Davide Salerno 23 maggio 2007 alle 10:39

Beh concordo con tutti ed in particolare con Alessando e Mavero.

Io aggiungerei un altro fattore importante: la frequenza di pubblicazione.

Se si prediligono post lunghi ed “impegnati” e si pubblicano con una frequenza non eccessiva (vedi caso Suzukimaruti) e ovviamente quello che si srive è interessante i lettori possono anche trovare il tempo di perdere 5 minuti per leggere il post e partecipare alla discussione.

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