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><channel><title>Davide Salerno&#187; MondoLinux&amp;Co</title> <atom:link href="http://www.davidesalerno.net/category/mondolinuxco/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.davidesalerno.net</link> <description>Se l&#039;Informatica è una fede, Internet è la sua chiesa</description> <lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 21:54:44 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <item><title>Installare LaTeX su Fedora</title><link>http://www.davidesalerno.net/2010/07/installare-latex-su-fedora/</link> <comments>http://www.davidesalerno.net/2010/07/installare-latex-su-fedora/#comments</comments> <pubDate>Thu, 08 Jul 2010 07:38:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Salerno</dc:creator> <category><![CDATA[Guide]]></category> <category><![CDATA[MondoLinux&Co]]></category> <category><![CDATA[Fedora]]></category> <category><![CDATA[installazione]]></category> <category><![CDATA[LaTeX]]></category> <category><![CDATA[linux]]></category> <category><![CDATA[pdf]]></category> <category><![CDATA[texlive]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.davidesalerno.net/?p=1794</guid> <description><![CDATA[ [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Chi scrive abitualmente testi scientifici con formule, indici, bibliografia, note, elenchi delle figure, delle tabelle e chi più ne ha più ne metta, non può non conoscere <a
title="LaTeX" href="http://it.wikipedia.org/wiki/LaTeX">LaTeX</a> (che si pronuncia latec, ndr). Se per lavoro o per piacere vi occupate della stesura di testi che vanno poi impaginati secondo dettami ben precisi per la pubblicazione su carta o elettronica e non conoscete questo potentissimo linguaggio di formattazione, il mio consiglio è di abbandonare al più presto il vostro editor di testo di turno (che sia Word o OpenOffice.org Writer o qualsiasi altro) e imparare a usare <strong>LaTeX</strong>: vedrete che appena ne avrete compreso le enormi potenzialità lo incomincerete ad amare come tutti i suoi utilizzatori.</p><p><a
href="http://www.davidesalerno.net/wp-content/uploads/2010/07/latex.gif"><img
style=' display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;'  class="aligncenter size-full wp-image-1795" title="latex" src="http://www.davidesalerno.net/wp-content/uploads/2010/07/latex.gif" alt="" width="607" height="261" /></a></p><p>Veniamo al dunque. Se siete degli utilizzatori di <strong>LaTeX</strong> e nel contempo usate<strong> Fedora</strong> come distribuzione Linux  (anche se credo che il discorso sia fattibile con qualsiasi distribuzione RedHat based, quindi anche Centos o RedHat pura), per installare LaTeX tramite yum, basta dare il comando da super user:</p><p><code>yum install texlive</code></p><p>Il problema è che attualmente, gli sviluppatori di <strong>Fedora</strong> hanno deciso di congelare la versione di Texlive (la distribuzione <strong>LaTeX </strong>più in voga attualmente su Linux) al 2007 e come potrete anche solo immaginare installando questa versione avrete non pochi problemi ad usare alcune funzionalità molto interessanti come per esempio creare dei documenti in PDF che rispettino lo standard <a
title="PDF/a" href="http://it.wikipedia.org/wiki/PDF/A">PDF/a</a>, che spesso può essere richiesta obbligatoriamente dalla persona o dall&#8217;ente al quale dovrete consegnare i vostri scritti.</p><p>Dopo varie peripezie sono giunto alla conclusione che la soluzione migliore sia installare<strong> Texlive 2009</strong> manualmente. Come al solito è più facile a farsi che a dirsi.</p><p>Procuratevi quindi l&#8217;ISO di Texlive 2009 dal <a
title="Texlive" href="http://www.tug.org/texlive/">sito ufficiale</a>. Il mio consiglio è di farlo via torrent visto che stiamo parlando di un file di dimensione pari a 1.4 GB. E&#8217; compresso nel formato XZ quindi se digraziatamente non avete questo programma di compressione/decompressione installato basterà un:</p><p><code>yum install xz</code></p><p>da super user, per avere il tutto il necessario installato e funzionante. Per scompattarlo o vi affidate all&#8217;interfaccia grafica o da terminale:</p><p><code>unxz nome_texlive_2009.iso.xz</code></p><p>Adesso montiamo il file ISO ed installiamo Texlive con i seguenti comandi:<br
/> <code><br
/> su -<br
/> mkdir /media/texlive/<br
/> mount -r -t iso9660 -o loop /percoso/nome_texlive_2009.iso /media/texlive/<br
/> cd /media/texlive<br
/> ./install-tl -gui wizard</code></p><p>Seguendo a questo punto il comodissimo wizard grafico avrete nel giro di qualche minuto Texlive installato. Ci resta solo da modificare il file <em>~/.bashrc</em> come aggiungendo al termine del file la seguente riga:</p><p><code> PATH=/usr/local/texlive/2009/bin/i386-linux:$PATH</code></p><p>oppure se siete su un&#8217;architettura a 64 bit:</p><p><code> PATH=/usr/local/texlive/2009/bin/x86_64-linux:$PATH</code></p><p>quindi ricordatevi di dare il comando:</p><p><code>source ~/.bashrc</code></p><p>A questo punto è tutto installato e funzionante.</p><p>Se cercando di esportare un file in PDF con pdflatex, il modulo di PDFa di Texlive vi segnala la mancanza del file sRGBIEC1966-2.1 non preoccupatevi è normale: vi manca solo il profilo ICC e potete ovviare al problema nel seguente modo.</p><p>Scaricate dal sito dell&#8217;<a
title="ECI" href="http://www.eci.org">ECI</a> il file ecirgbv10.zip, scompattatelo ed all&#8217;interno dovrebbe esserci un file ECI-RGB.V1.0.icc. Spostatelo nella cartella /usr/local/texlive/2009/tex/latex/pdfx ed andate a modificare con il vostro editor di testo preferito il file  /usr/local/texlive/2009/tex/latex/pdfx/pdfx.sty sostituendo tutte le occorrenze di sRGBIEC1966-2.1 con ECI-RGB.V1.0. Salvate e chiudete e per sicurezza date da terminale il comando texhash.</p><p>Ora dovrebbe essere proprio tutto funzionante.</p><p>Per chi usa una distribuzione Linux RedHat-based è in lavorazione la pacchettizzazione di Texlive 2010 che dovrebbe essere disponibile seguendo le istruzioni presenti nell&#8217;<a
title="Texlive 2010 Fedora" href="http://fedoraproject.org/wiki/Features/TeXLive">apposita pagina</a>. Il problema è che molti (tra i quali anche il sottoscritto) lamentano un problema con una dipendenza con la libreria libpoppler che ne impedisce l&#8217;installazione.</p><p>Quindi per adesso, siccome voglio evitare di perdere tempo nel cercare di risolvere misteriose dipendenze mancanti, preferisco di gran lunga perdere 5 minuti nell&#8217;installazione manuale che dà un risultato garantito.</p><p>Voi conoscete ed utilizzate LaTeX? Su che sistema operativo lavorate solitamente? Usate quanche programma di supporto? Io tra i tanti editor grafici trovo molto comodo<a
title="Texmacker" href="http://www.xm1math.net/texmaker/" target="_blank"> Texmaker</a> su Linux mentre su Mac uso<a
title="TeXShop" href="http://www.uoregon.edu/~koch/texshop/" target="_blank"> TeXShop</a> giusto per avere un appoggio per non dover imparare a memoria tutti il tag.<p><strong>Forse Collegati:</strong><ul
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isPermaLink="false">http://www.davidesalerno.net/?p=1792</guid> <description><![CDATA[ [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a
href="http://www.davidesalerno.net/wp-content/uploads/2010/05/rhythmbox-300x300.png"><img
style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="size-full wp-image-1793 alignleft" title="rhythmbox-300x300" src="http://www.davidesalerno.net/wp-content/uploads/2010/05/rhythmbox-300x300.png" alt="" width="207" height="207" /></a>Dopo quasi due settimane di quotidiano utilizzo della versione <strong>10.04</strong> di <strong>Ubuntu</strong> (a.k.a. <strong>Lucid Lynx</strong>), una delle distribuzioni Linux più amate dalle masse specialemente per un utilizzo lato consumer, la novità più comoda introdotta è senza ombra di dubbio il riconoscimento automatico da parte <strong>Rhythmbox</strong> (il <em>riproduttore musicale</em> di default) dei lettori mp3 <strong>iPod</strong> e degli <strong>iPhone</strong> con la conseguente possibilità di riprodurre tutti i contenuti multimediali presenti sui dispositivi della Apple senza bisogno di dover importare nulla e senza bisogno di dover installare nessun componente aggiuntivo.</p><p>Qualche probblema potrebbe sorgere se avete la necessità di mettere qualche contenuto multimediale dal vostro PC all&#8217;<strong>iPod</strong>/<strong>iPhone</strong> di turno. Non ho ben capito se si tratti di un problema a livello di sistema operativo o di Rhythmbox, fatto sta che se il vostro iPod/iPhone utilizza come <strong>file system HFS+</strong> potreste ricevere come errore un messaggio che vi dice in poche parole che avete solo i <strong>permessi di lettura ma non di scrittura sul dispositivo</strong>.</p><p>Fortunatamente c&#8217;è una soluzione praticamente indolore che consiste nel disattivare il journaling del file system del vostro iPod/iPhone in modo da poterlo utilizzare comodamente e senza restrizioni anche sotto Linux. Per farlo avete bisogno di un Mac e se il dispositivo è formattato in HFS+ credo proprio ne abbiate uno a disposizione e qualche secondo per eseguire da <strong>Terminale</strong> (Applicazioni-&gt;Utility-&gt;Terminale) quanto segue con una dovuta precisazione:</p><blockquote><p>il fatto che vi stia consigliando una procedura che sui dispositivi del sottoscritto non ha generato effetti collaterali o indesiderati,  non vuol dire che questi non si presenteranno mai. Quindi per evitare di perdere tutto il contenuto del vostro iPod/iPhone nel caso remoto che la legge di Murphy si accanisca contro di voi, vi consiglio di effettuare un backup di video, musica, foto, dati ecc ecc in modo da procedere con la massima tranquillità di avere il fondoschiena al riparo nel caso qualcosa vada storto.</p></blockquote><p>Torniamo a noi e alla disattivazione del journaling del file system HFS+ da Terninale.</p><p>Perprima cosa vi consiglio, una volta collegato al Mac il dispositivo di dare un&#8217;occhiata alla tabella delle vostre partizioni: basta lanciare il comando <code>diskutil list</code> che vi restituirà un output così formattato:</p><pre>yourcomputer:~ youruser$ diskutil list

diskutil list
/dev/disk0
   #:                       TYPE NAME                    SIZE       IDENTIFIER
   0:     Apple_partition_scheme                        *74.6 Gi    disk0
   1:        Apple_partition_map                         31.5 Ki    disk0s1
   2:            Apple_Bootstrap                         40.0 Mi    disk0s2
   3:            Apple_UNIX_SVR2                         2.0 Gi     disk0s3
   4:            Apple_UNIX_SVR2                         33.0 Gi    disk0s4
   5:                  Apple_HFS MacHD                   39.4 Gi    disk0s6
/dev/disk1
   #:                       TYPE NAME                    SIZE       IDENTIFIER
   0:     Apple_partition_scheme                        *279.5 Gi   disk1
   1:        Apple_partition_map                         31.5 Ki    disk1s1
   2:             Apple_Driver43                         28.0 Ki    disk1s2
   3:             Apple_Driver43                         28.0 Ki    disk1s3
   4:           Apple_Driver_ATA                         28.0 Ki    disk1s4
   5:           Apple_Driver_ATA                         28.0 Ki    disk1s5
   6:             Apple_FWDriver                         256.0 Ki   disk1s6
   7:         Apple_Driver_IOKit                         256.0 Ki   disk1s7
   8:              Apple_Patches                         256.0 Ki   disk1s8
   9:                  Apple_HFS iPod di Davide          279.4 Gi   disk1s10
</pre><p>Da cui potrete facilmente ottenere l&#8217;identificativo della partizione del vostro iPod/iPhone che potete leggere nell&#8217;ultima colonna a destra nella riga corrispondente alla partizione principale in HFS+ del vostro dispositivo caratterizzata dal suo nome. Nle mio caso la partizione in questione ha come identificativo disk1s10 ed è quella mostrata nell&#8217;ultima riga.</p><p>Fatto questo andiamo a smontare la partizione in questione (in quanto l&#8217;operazione che vogliamo effettuare non è fattibile se la partizione del dispositivo è montata)  con i comando <code>sudo umount /dev/disk1s10</code> sostituendo ovviamente a disk1s10 l&#8217;identificativo della vostra partizione ed inserendo subito dopo la password dell&#8217;utente amministratore (<code>root</code>).</p><p>Fatto questo potremo finalmente andare a disattivare il journaling dal file system del nostro dispositivo con il comando <code>sudo diskutil disableJournal /dev/disk1s10</code>, oppure, qualora il vostro Mac non abbia ben digerito la cosa con <code>sudo diskutil disableJournal force /dev/disk1s10</code> (c&#8217;è semplicemente un <code>force</code> in più).</p><p>Fatto questo potrete espellere l&#8217;iPod/iPhone dal Mac e collegarlo al PC con Ubuntu 10.04 e dovrebbe essere possibile importare ed esportare contenuti multimediali direttamente da Rhythmbox senza i problemi inizialmente riscontrati.</p><p>Ovviamente sono curioso di sapere se anche voi avete riscontrato l&#8217;anomalia (che non sembra essere presente con tutti i dispositivi) e come l&#8217;avete risolta.<p><strong>Forse Collegati:</strong><ul
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isPermaLink="false">http://www.davidesalerno.net/?p=1787</guid> <description><![CDATA[ [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ultimo weekend mi sono deciso ad installare <strong>Windows 7</strong> a 64bit sull&#8217;<a
title="Acer Aspire 6930G" href="http://www.acer.it/acer/service.do?LanguageISOCtxParam=it&amp;miu10einu24.current.attN2B2F2EEF=400&amp;sp=page15e&amp;ctx2.c2att1=11&amp;miu10ekcond13.attN2B2F2EEF=400&amp;CountryISOCtxParam=IT&amp;ctx1g.c2att92=27&amp;ctx1.att21k=1&amp;CRC=2360020043" target="_blank">Acer Aspire 6930g</a> sul quale era presente <strong>Windows Vista</strong> a 32bit dal momento dell&#8217;acquisto circa un anno fa e che, in seguito alle infinite installazioni di programmi e programmini, era diventato lento ed inusabile. La parte più noiosa è stata ovviamente effettuare un backup completo di tutti i dati importanti, l&#8217;installazione di Windows 7 è stata semplice e (quasi) indolore.</p><p>Come per ogni installazione di Windows che si rispetti al termine della stessa ci si ritroverà con il bootloader di Windows che la Microsoft molto democraticamente va ad installare sull&#8217;MBR nel tentativo di monopolizzare la macchina. Per chi sulla suddetta macchina aveva anche Linux installato, questa scelta un pò dittatoriale impedirà di avviare gli altri sistemi operativi installati sulla macchina e costringerà al ripristino della vecchia configurazione del bootloader.</p><p>Mi appunto qui la <a
title="Ripristinare GRUB da LiveCD" href="http://forums.fedoraforum.org/showthread.php?t=214137" target="_blank">procedura di ripristino</a> in modo da averla a portata di mano per le prossime volte e sperando che possa servire anche a qualcun altro.</p><p>Premesso che ci sono 2 scelte fattibili, ovvero modificare il bootloader di Windows (con programmi come <a
title="EasyBCD" href="http://neosmart.net/dl.php?id=1">EasyBCD</a>) se si aveva GRUB installato sulla partizione dove c&#8217;è Linux oppure ripristinare la precedente installazione di GRUB sull&#8217;MBR (Master Boot Record) sostituendo il bootloader di Windows se in precedenza GRUB si trovava proprio sull&#8217;MBR e non su una partizione specifica, io scelgo sempre la seconda (quella di avere GRUB sull&#8217;MBR) in quanto più rapida all&#8217;avvio e con il minor numero di scelte da effettuare.</p><p>Veniamo al dunque, se siete nella condizione descritta sopra dovete innanzitutto procurarvi un LiveCD di una qualsiasi distribuzione Linux che usi GRUB come bootloader. Se la distribuzione che volete ripristinare vi mette a disposizione una versione su LiveCD è da preferirsi a qualunque altra, altrimenti sceglietene una che usi la versione giusta di GRUB da ripristinare (se in precedenza avevate GRUB v1 procuratevi un LiveCD che usi questa versione, se avevate già GRUB2 procuratevi una distribuzione che abbia questa nuova versione).</p><p>In alternativa se non sapete cosa scegliere potete affidarvi a <a
title="SuperGRUB Disk" href="http://www.supergrubdisk.org/" target="_blank">SuperGRUB Disk</a>.</p><p>Una volta masterizzato il LiveCD della vostra distribuzione non vi resterà che avviare da CD il vostro computer e quando il sistema sarà pronte per l&#8217;uso, da terminale, digitare i seguenti comandi in base alla configurazione nella quale ricade il vostro sistema.</p><p>Quando il sistema è installato in una singola partizione ext3 in cui c&#8217;è sia la partizione di root che di boot (nell&#8217;esempio /dev/sda5).</p><blockquote><p><span
style="font-family: 'Courier New';"><strong>sudo -i<br
/> mkdir /mnt/temp<br
/> mount /dev/sda5 /mnt/temp<br
/> chroot /mnt<br
/> </strong></span><strong>grub-install &#8211;root-directory=/mnt/temp /dev/sda</strong></p></blockquote><p>Quando il sistema ha delle partizioni ext3 per boot e root diverse (nell&#8217;esempio /dev/sda5 per boot e /dev/sda6 per root).</p><blockquote><p><span
style="font-family: 'Courier New';"><strong>sudo -i<br
/> mkdir -p /mnt/temp/boot<br
/> mount /dev/sda5 /mnt/temp/boot<br
/> mount /dev/sda6 /mnt/<br
/> chroot /mnt<br
/> </strong></span><strong>grub-install &#8211;root-directory=/mnt/temp /dev/sda</strong></p></blockquote><p>Quando il sistema è installato su una tpartizione ext3 per la partizione di boot (es. /dev/sda5), e la partizione di root è un logical volume (es. /dev/VolGroup00/LogVol00 ottenibile tramite lvdisplay).</p><blockquote><p><span
style="font-family: 'Courier New';"><strong>sudo -i<br
/> mkdir -p /mnt/temp/boot<br
/> vgchange -a y<br
/> lvdisplay<br
/> mount /dev/sda5 /mnt/temp/boot<br
/> mount /dev/VolGroup00/LogVol00 /mnt/temp<br
/> chroot /mnt<br
/> </strong></span><strong>grub-install &#8211;root-directory=/mnt/temp /dev/sda</strong></p></blockquote><p>Se grub-install fallisce con un errore di tipo read error o il bootloader al riavvio successivo non funziona, provate o dal LiveCD o dalla shell di GRUB all&#8217;avvio i seguenti comandi tenendo ben presente che avvengono sostanzialmente le stesse cose sia che usiate la shell di GRUB che il terminale dalla distribuzione live avviata ma in questo caso dovete montare le partizioni mentre nell&#8217;altro caso no. Cambiate le lettere x e y con i numeri della partizione di boot del vostro sistema.</p><blockquote><p><span
style="font-family: 'Courier New';"><strong>/sbin/grub<br
/> grub&gt; root (hdx,y)<br
/> grub&gt; setup (hd0)</strong></span></p></blockquote><div><span
style="font-family: 'Courier New', geneva, lucida, 'lucida grande', arial, helvetica, sans-serif;"><strong><br
/> </strong></span></div><p>Questo è quanto sono solito effettuare quando devo reinstallare GRUB per ritornare a utilizzare anche Linux dopo un&#8217;installazione di Windows. Voi come vi comportate in questa situazione? Spero proprio che non optiate per una reinstallazione da zero anche di Linux&#8230;<p><strong>Forse Collegati:</strong><ul
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isPermaLink="false">http://www.davidesalerno.net/2008/01/23/personalizza-la-tua-ubuntu-in-pochi-click-con-ubuntu-tweak</guid> <description><![CDATA[ [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per anni gli utenti più <em>smanettoni</em> di <strong>Windows</strong> si sono divertiti ad utilizzare un&#8217;applicazione semi-ufficiale della <strong>Microsoft</strong>, <strong>Tweak UI</strong>, per personalizzare alcune impostazioni &#8220;nascoste&#8221; del sistema operativo che non potevano essere modificate in nessun altro modo. <strong><a
href="http://ubuntu-tweak.com/" target="_blank" title="Ubuntu Tweak">Ubuntu Tweak</a></strong> (UT) è un programmino che si prefigge di dare la stessa possibilità agli utenti Linux che hanno deciso di usare l&#8217;ottima distribuzione sudafricana: ovvero modificare in modo semplice ed intuitivo parecchie impostazioni che altrimenti sarebbe difficile andare a modificare.</p><p>Attualmente <strong>Ubuntu Tweak</strong> è agli albori del suo sviluppo e l&#8217;attuale versione (la 0.2.5) è disponibile solo per Gnome e permette di modificare le principali impostazione dell&#8217;ambiente grafico e solo qualcosina a livello di impostazioni di sistema anche se da una velocissima prova su strada quello che offre attualmente è più che sufficiente per la maggior parte degli utenti che si affacciano al mondo Linux.</p><p>Per utilizzarla occorre avere Ubuntu 7.04 o 710 ed è disponibile sia il pacchetto in formato (.deb) Debian che il codice sorgente. Purtroppo non è utilizzabile su altre distribuzioni derivate da Debian e su delle versioni precedenti di Ubuntu.</p><p>Per installarla e tenerla sempre aggiornata vi consiglio di aggiungere il repository ufficiale. Per farlo basta aprire il file sources.list dando da erminale il seguente comando:</p><p><code>sudo gedit /etc/apt/sources.list</code></p><p>e poi inserire alla fine del file queste due righe</p><p><code>deb http://ppa.launchpad.net/tualatrix/ubuntu gutsy main<br
/> deb-src http://ppa.launchpad.net/tualatrix/ubuntu gutsy main</code></p><p>Quindi per aggiornare e/o installare Ubuntu Tweak vi basterà dare i seguenti comandi da terminale:</p><p><code>sudo apt-get update<br
/> sudo apt-get install ubuntu-tweak</code></p><p>Se invece è già installato basterà dare il seguente comando:</p><p><code>sudo apt-get dist-upgrade</code></p><p>A questo punto non vi resta che avviarlo dal menu Applicazioni -&gt; Strumenti di Sistema (Applications -&gt; System Tools).</p><p
align="center"> <img
src="http://www.davidesalerno.net/wp-content/uploads/2006/08/123847-thumb.png" alt="Ubuntu Tweak" /></p><p>Purtroppo non è ancora presente una versione in italiano anche se è molto semplice ed intuitivo da utilizzare. Se cercavate un modo semplice per andare a settare le impostazioni della frequenza della vostra CPU, piuttosto che le varie modalità di spegnimento, sospensione ed ibernazione o più in generali delle prestazioni del vostro portatile quando è collegato all&#8217;alimentazione piuttosto che quando lo utilizzate sfruttando la batteria, allora <strong>Ubuntu Tweak</strong> è quello che fa al caso vostro.</p><p>Se siete volenterosi e conoscete l&#8217;inglese potete anche cimentarvi nella traduzione dell&#8217;applicativo <a
href="https://translations.launchpad.net/ubuntu-tweak" title="Traduci Ubuntu Tweak in Italiano" target="_blank">in italiano</a>: sono certo che molti utenti ve ne saranno immensamente grati. Da notare che il sito ufficiale del progetto gira su <strong>WordPress</strong>.<p><strong>Forse Collegati:</strong><ul
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isPermaLink="false">http://www.davidesalerno.net/2007/06/29/google-desktop-search-disponibile-per-linux/</guid> <description><![CDATA[ [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo 3 lunghissimi anni di attesa dal rilascio della prima versione per <strong>Windows</strong>, da oggi è finalmente disponibile <a
href="http://desktop.google.com/" title="Google Desktop Search"><strong>Google Desktop Search</strong></a> per gli utenti <strong>Linux</strong>. L&#8217;applicazione funziona sia su KDE che su Gnome nelle principali distribuzioni del momento tra le quali si annoverano Ubuntu 6.10, SUSE 10.1, Debian 4.0 e Fedora Core 6.</p><p>Le funzioni sono praticamente le stesse della versione per <strong>Windows</strong> ad eccezione della sidebar e dei gadgets che per adesso sono assenti nella versione per <strong>Linux</strong>. Ecco un breve rieilogo delle principali caratteristiche della <strong>Google Desktop Search</strong> estratto direttamente dalla <a
href="http://desktop.google.it/linux/features.html" title="Google Desktop Search">pagina delle features</a> del sito ufficiale:</p><blockquote><h4>Casella di ricerca rapida</h4><p>La casella di ricerca rapida è lo strumento più veloce per eseguire ricerche sul Web e sul computer. Basta digitare alcune lettere o parole nella casella di ricerca e i primi risultati verranno visualizzati all&#8217;istante. Per visualizzare o nascondere la casella di ricerca rapida, premi il tasto Ctrl due volte.</p><h4>Ricerca in Gmail e nella cronologia web</h4><p>Non tutte le informazioni ricercate si trovano sul computer. Qualsiasi informazione cerchi sul Web o sul tuo computer, Google Desktop ti aiuta a trovarla eseguendo ricerche in Gmail, nella cronologia web e nel disco rigido. Inoltre, poiché l&#8217;indice è archiviato localmente sul computer, è persino possibile accedere offline a Gmail e alla cronologia web.</p><h4>Molte tipologie di file</h4><p>Google Desktop esegue automaticamente l&#8217;indicizzazione e consente di eseguire ricerche nel testo completo di tutti i tuoi file delle seguenti tipologie:</p><ul><li>Gmail</li><li>File di testo e codice sorgente</li><li>File PDF e PS</li><li>File HTML</li><li>Email di Thunderbird</li><li>Documenti OpenOffice.org</li><li>File immagine e musicali</li><li>Manpage e pagine info</li><li>Nomi di file e cartelle</li></ul></blockquote><p>Sul <a
href="http://groups.google.com/group/Google-Desktop-Linux-Requests-and-Suggestions/browse_thread/thread/2e00b413d021975e/227f1db803d0a52c" title="Google Desktop Search Group">gruppo</a> di discussioni ufficiale c&#8217;è già chi si lamenta del fatto che <strong>Google</strong> afferma che ora la <strong>Desktop Search</strong> è disponibile anche per <strong>Linux</strong> ma non specifica se sia a 32-bit o a 64-bit: ad ogni modo credo si debba apprezzare l&#8217;interessamento, seppur tardivo, verso il sempre più vasto mondo di utenti <strong>Linux</strong>. Speriamo che in futuro non si debba più aspettare così a lungo visto la crescita esponenziale che la comunità di utenti delle varie distribuzioni <strong>Linux </strong>hanno avuto in questi anni tanto da arrivare ad avere una loro discreta importanza dal punto di vista commerciale.</p><p
align="right">[via <strong><a
href="http://tech-buzz.net/2007/06/29/google-desktop-search-for-linux-available/" title="TechBuzz">Tech-Buzz</a></strong>]</p><p>Voi utilizzate la <strong>Google Desktop Search</strong>? La trovate utile o meno? Se siete utenti <strong>Linux</strong> pensate di provarla? Attendavate con ansa il suo rilascio?<p><strong>Forse Collegati:</strong><ul
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isPermaLink="false">http://www.davidesalerno.net/2007/06/01/rilasciata-fedora-core-7-moonshine/</guid> <description><![CDATA[ [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
src="http://www.davidesalerno.net/wp-content/uploads/2006/08/fedora7.png" title="fedora7" alt="fedora7" align="left" />Il <strong>Fedora Project</strong> ha annunciato il <strong>rilascio ufficiale della versione numero 7</strong> della popolare distribuzione Linux sviluppata con la supervisione di una delle aziende che ha fatto la storia di Linux, Red Hat. Il nome in codice della <strong><a
href="https://www.redhat.com/archives/fedora-announce-list/2007-May/msg00009.html" title="Fedora Core 7">Fedora Core 7</a></strong> è <strong>Moonshine</strong>.</p><p>La nuova versione della popolare versione porta con sè diverse novità tra le quale nuove funzionalità e diverse versioni a seconda del set di software di cui di ha bisogno costruite sulla vasta gamma di pacchetti della distribuzione. Include al suo interno le ultime versioni dei vari desktop manager, <strong>GNOME 2.18</strong> e <strong>KDE 3.5.6</strong>, un sistema per cambiare utente in modo ultra-veloce e un&#8217;internazionalizzazione decisamente migliorata, uno strumento per la risoluzione dei problemi legati a SELinux, un&#8217;utility per la gestione dei pacchetti più funzionale e soprattutto più veloce e dulcis in fundo un innovativo sistema di virtualizzazione kernel based. Queste sono solo le principali novità per avere una panoramica più completa è sempre meglio fare riferimento alla <a
href="http://download.fedora.redhat.com/pub/fedora/linux/releases/7/Fedora/i386/os/RELEASE-NOTES-en_US.html" title="Nota di rilascio">nota ufficiale</a> che accompagna il rilascio.</p><p>Insomma per gli utilizzatori della popolare distribuzione è tempo di aggiornare. Per chi volesse provare una distribuzione Linux molto completa, abbastanza stabile, sicura e molto user friendly come sempre Fedora è una di queste.<p><strong>Forse Collegati:</strong><ul
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isPermaLink="false">http://www.davidesalerno.net/2007/05/15/passa-a-linux-senza-traumi-con-wubi-e-automatix2/</guid> <description><![CDATA[ [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
src="http://www.davidesalerno.net/wp-content/uploads/2006/08/wubi.jpg" title="Wubi" alt="Wubi" align="left" /><strong>Stufo di doverti difendere da virus</strong>, worm, spyware, adware e chi più ne ha più ne metta? Stanco di dover spendere tempo e denaro per proteggere i tuoi dati e la tua privacy e di dover stare sempre con il fucile puntato ogni volta che installi un&#8217;applicazione o visiti un sito web? <strong>Sei attirato da Linux</strong> ma alla sola idea di dover partizionare il tuo hard disk  e creare partizioni per swap, root e home sei terrorizzato? <strong>Ti piacerebbe provare la Ubuntu</strong> perchè tutti i tuoi amici geek la utilizzano e vivono sogni tranquilli e si possono vantare di avere gli stratosferici effetti grafici offerti dalle librerie <strong>XGL</strong> sui loro &#8220;catorci&#8221; mentre tu per goderti gli effetti di <strong>Aero </strong>hai speso tutti i tuoi risparmi per prenderti gli ultimi ritrovati tecnologici?</p><p>Una soluzione a tutto questo c&#8217;è e non è per forza quella di prendersi un Mac come il sottoscritto.</p><p>Se vuoi provare la <a
href="http://www.ubuntu.com" title="Ubuntu Linux"><strong>Ubuntu Linux</strong></a> senza dover masterizzare nessun CD e senza dover partizionare il tuo hard disk basta che utilizzi <a
href="http://www.cutlersoftware.com/ubuntusetup/wubi/en-US/index.html" title="Wubi"><strong>Wubi</strong></a>. <strong>Di cosa si tratta?</strong> Semplice di un&#8217;installer che ti permetterà di avere a  disposizione la tua distribuzione Linux semplicemente scaricandolo ed avviandolo, senza doverti quindi preoccupare di formattare nulla perchè il tutto verrà installato nelle cartelle del tuo attuale sistema operativo: Windows.</p><p><strong>Wubi</strong> <strong>è un progetto indipendente</strong> che ti permette di installare la Ubuntu e tutte le applicazioni che sono incluse in essa al prezzo di pochi click ed a mio avviso è comodissima per iniziare ad utilizzare Linux e capire che è molto più semplice da usare di quanto sembra oppure di quanto dicono in giro. Quando infatti avrai capito che è tutto più facile di quanto pensavi e avrai preso sufficiente confidenza col nuovo sistema operativo ti verrà sicuramente voglia di installarti la tua distribuzione Linux &#8220;da zero&#8221;: nessun problema potrai <strong>disinstallare Wubi</strong> e tutte le applicazioni annesse e connesse con la stessa semplicità con cui le avevi installate.</p><p><strong>Allora hai deciso di passare a Linux?</strong> Non mi dire che non ti vuoi staccare da Windows perchè sei un pigrone e non abbandoneresti mai la semplicità con cui si installano e si aggiornano le applicazioni con quest&#8217;ultimo sistema. In parte hai perfettamente ragione: uno dei punti di forza del sistema operativo più diffuso nei PC di tutto il mondo sta proprio nella semplicità di installazione dei pacchetti Windows MSI che per adesso il mondo Linux non è riuscito ad &#8220;imitare&#8221;. Sono stati fatti passi avanti da giganti con i vari sistemi di pacchettizzazione delle applicazione ed ormai non è più necessario compilarsi tutto ogni volta da sorgente: solo che c&#8217;è ancora un pò di disorganizzazione perchè ogni distribuzione usa i suoi pacchetti (deb, rpm, tgz ecc ecc) e molto spesso c&#8217;è da trafficare non poco per trovare i giusti repositories per i vari aptitude, synaptic, yum e compagnia bella in modo da avere sempre le ultime versioni stabili dei vari software.</p><p>Guarda la <strong>Ubuntu</strong> che nei repositories della sua ultima versione, la <strong><a
href="http://www.davidesalerno.net/2007/04/19/ubuntu-fa-feisty-rialsciata-la-704/" title="Ubuntu Linux Feisty Fawn ">Feisty Fawn</a></strong> uscita recentissimamente, non include ancora Thunderbird 2.0 che è uscito praticamente da un mese!!! Davvero un problema da non sottovalutare ed un peccato per il mondo Linux che ci sia questa disuniformità. Ma a tutto c&#8217;è una soluzione e per installare con una semplice selezione ed un click tutti i programmi che vorrete anche nelle loro ultime release stabili basterà utilizzare <strong><a
href="http://www.getautomatix.com/" title="Automatix2">Automatix2</a></strong>.</p><p
align="right">[via <a
href="http://tech-buzz.net/2007/05/12/more-ubuntu-for-windows-users/" title="via Tech-Buzz">Tech</a>-<a
href="http://tech-buzz.net/2007/05/11/wubi-windows-based-ubuntu-installer-for-the-faint-hearted/" title="via Tech-Buzz">Buzz</a>]</p><p>Ora non ci sono più scuse per non passare a Linux. Altrimenti chi è causa del suo mal pianga se stesso.<p><strong>Forse Collegati:</strong><ul
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isPermaLink="false">http://www.davidesalerno.net/2007/05/02/scorciatoie-da-tastiera-personalizzate-su-ubuntu/</guid> <description><![CDATA[ [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Se utilizzate una delle distribuzioni <strong>Linux</strong> più facili da installare e da usare oltre che tra le più diffuse oggigiorno, ovvero la <strong><a
href="http://www.ubuntu.com/" title="Ubuntu Linux">Ubuntu Linux</a></strong> recentemente arrivata alla versione <a
href="http://www.davidesalerno.net/2007/04/19/ubuntu-fa-feisty-rialsciata-la-704/" title="Ubuntu Linux 7.04">7.04</a>, vi sarete sicuramente accorti che ha un utility per la configurazione delle scorciatoie da tastiera abbastanza limitata che non vi permette di impostare delle abbreviazioni per avviare velocemente le vostre applicazioni o i vostri script premendo per esempio semplicemente un tasto.</p><p>A tutto questo c&#8217;è una soluzione a patto però che utilizzate come Desktop Environment, <strong><a
href="http://www.gnome.org/" title="Gnome">Gnome</a></strong>, in quanto per poter sfruttare quello che vi sto per dire è necessario, anzi indispensabile, avere l&#8217;utility <strong>gconf-editor</strong> che viaggia a braccetto proprio con Gnome. Se avete tutto i necessario e volete velocizzare l&#8217;utilizzo dell&#8217;interfaccia grafica del vostro sistema operativo seguitemi un attimo.</p><p><strong>Avviate gconf-editor</strong> semplicemente digitando il suo nome nella finestra di dialogo &#8220;Avvia applicazione&#8221; che vi comparirà dopo aver premuto ALT+F2:</p><p
style="text-align: center"><img
src="http://www.davidesalerno.net/wp-content/uploads/2006/08/image03.png" alt="Screenshots Ubuntu" /></p><p>A questo punto dovete navigare tra i seguenti menu dell&#8217;applicazione: se siete abituati ad utilizzare regedit su Windows, allora non troverete alcuna difficoltà perchè è molto simile come procedura.</p><p><em><strong> apps -&gt; metacity -&gt; keybinding_commands</strong></em></p><p>Sulla destra noterete nel box in alto una serie di valori che corrispondono ad i vari comandi che sono a disposizione per poter creare successivamente delle nuove scorciatoie da tastiera.</p><p>A questo punto fate doppio click su <strong>command_1</strong> ed andate ad inserire il path completo dell&#8217;applicativo che desiderate avviare nella casella di testo <strong><em>value</em></strong> (N.B. per trovare il path di uno script o di un applicativo utilizzate il comando <strong><em>which</em></strong> <em><strong>nome_applicativo</strong></em> dalla shell).</p><p
style="text-align: center"><img
src="http://www.davidesalerno.net/wp-content/uploads/2006/08/image01.png" alt="Screenshots Ubuntu 2" height="342" width="519" /></p><p>Adesso navigate tra le voci fino a <em><strong>global_keybindings</strong></em> che dovrebbe essere esattamente sopra la precedente</p><p
style="text-align: center"><img
src="http://www.davidesalerno.net/wp-content/uploads/2006/08/image02.png" alt="Screenshots Ubuntu 3" height="333" width="515" /></p><p>Selezionate quindi <em><strong>run_command_1</strong></em> ed andate a inserire l&#8217;accorciatoia da tastiera che volete associare a questo comando. Per esempio se volete che un determinato script si avvi digitando Alt+T allora non vi resta che inserire &lt;Alt&gt; T. Ovviamente potete utilizzare la combinazione di tasti che più vi risulta più comoda a seconda delle vostre esigenze.</p><p>Basterà quindi crearvi i vostri comandi preferiti nella sezione <em><strong>keybinding_commands</strong></em> ed andarli ad associare ad una combinazione da tastiera nella sezione <em><strong>global_keybindings</strong></em> ricordando che in questa sezione i comandi creati compariranno nella forma run_(nome del comando).</p><p
align="right">[via <a
href="http://www.howtogeek.com/howto/ubuntu/assign-custom-shortcut-keys-on-ubuntu-linux/" title="howtogeek">howtogeek</a>]</p><p><strong>Forse Collegati:</strong><ul
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isPermaLink="false">http://www.davidesalerno.net/2007/04/19/ubuntu-fa-feisty-rialsciata-la-704/</guid> <description><![CDATA[ [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a
href="http://www.davidesalerno.net/2007/04/19/ubuntu-fa-feisty-rialsciata-la-704/ubuntu-logo-2/" rel="attachment wp-att-292" title="Ubuntu Logo"><img
src="http://www.davidesalerno.net/wp-content/uploads/2006/08/ubuntu.jpg" title="Ubuntu Logo" alt="Ubuntu Logo" align="left" height="169" width="269" /></a>A meno di un giorno dal rilascio della nuova versione di una delle sue principali &#8220;concorrenti&#8221; (vedi post sotto) si rinnova anche un&#8217;altra pietra miliare delle distribuzioni Linux per le masse: è di oggi il rilascio ufficiale della nuova release di <strong><a
href="http://www.ubuntulinux.com" title="Ubuntu Linux">Ubuntu Linux</a> </strong>e precisamente la versione <strong><a
href="http://www.ubuntu.com/getubuntu/releasenotes/704" title="Ubuntu Linux 7.04">7.04</a></strong> nome in codice <strong><a
href="http://www.ubuntu.com/getubuntu/releasenotes/704tour" title="Ubuntu Linux Feisty">Feisty</a></strong>.</p><p>Basta leggere il <a
href="http://www.ubuntu.com/getubuntu/releasenotes/704" title="Ubuntu Linux - Comunicato rilascio">comunicato ufficiale del rilascio</a> per rendersi conto quanto sia differente l&#8217;approccio della distribuzione sudafricana dalle sue simili, una su tutte <a
href="http://www.davidesalerno.net/2007/04/18/rilasciata-mandriva-linux-20071/" title="Mandriva">Mandriva</a>: pochi fronzoli, molta solidità e tanta sostanza il tutto nel modo più semplice possibile.</p><p><strong>Per scoprire infatti le novità</strong> <strong>principali della release 7.04</strong> <strong>di Ubuntu non c&#8217;è bisogno di leggere lunghi comuncati</strong> stampa per capire se vale la pena aggiornare o meno la propria installazione, non c&#8217;è nemmeno bisogno di domandarsi quali rischi di corrono perchè ormai da svariato tempo anche il processo di upgrade da una versione all&#8217;altra ha raggiunto automatismi degni dei più popolari sistemi operativi commerciali presenti sul mercato: per conoscere cambiamenti, novità e aggiornamenti della nuova versione <strong>il modo più semplice è installarla.</strong></p><p>D&#8217;altronde <strong>Ubuntu si basa su una pietra miliare di Linux</strong>, la distribuzione Debian GNU/Linux, e da questa differisce da sempre per semplicità di installazione e d&#8217;uso e per offrire ai propri utenti pacchetti software non troppo antiquati ma pur sempre stabili e sicuri. Ultimamente, visto il crescente successo di Ubuntu, anche Debian sta cercando di utilizzare questo approccio nello sviluppo delle varie release ma per chi non ha voglia di leggersi troppe guide ed how-to la distribuzione sudafricana rimane la soluzione migliore: in un solo CD da 686 MB racchiude tutto ciò che serve per rendere il nostro computer una postazione da lavoro impareggiabile, ed anche se l&#8217;hardware che avete a disposizione non è recentissimo il risultato è comunque assicurato: <strong>Ubuntu Linux &#8211; it just works!!!</strong></p><p>In Italia si potrebbe coniare uno spot molto convincente per questa distribuzione perchè da quanto posso vedere Ubuntu è la distribuzione più amata dai blogger. <a
href="http://www.enrico.it/2007/04/15/aggiornamento-a-feisty-in-14-immagini/" title="Enrico">Enrico</a> ha già effettuato l&#8217;aggiornamento, <a
href="http://www.pasteris.it/blog/2006/12/12/ubuntu-batte-windows-5-a-0/" title="Vittorio Pasteris">Vittorio</a> l&#8217;ha trovata più utile di Windows e <a
href="http://pollycoke.wordpress.com/" title="Pollycoke">Pollycoke</a> credo sia uno dei massimi esperti in Italia.</p><p>E voi avete già aggiornato? Se non lo avete fatto cosa state aspettando? Utilizzate un&#8217;altra distribuzione? Quale e perchè? Se state meditando di passare a Linux la soluzione Ubuntu è altamente consigliata.<p><strong>Forse Collegati:</strong><ul
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isPermaLink="false">http://www.davidesalerno.net/2007/04/18/rilasciata-mandriva-linux-20071/</guid> <description><![CDATA[ [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a
href="http://ww.mandriva.com" title="Mandriva">Mandriva</a></strong> ha annunciato il rilascio della nuova versione della sua distribuzione Linux: <strong>Mandriva Linux 2007.1</strong>, etichettata come &#8220;<strong>2007 Spring</strong>&#8220;.</p><p>Dal <a
href="http://www.mandriva.com/en/company/press/pr/mandriva_linux_2007_spring_spring_is_here" title="Comunicato ufficiale">comunicato ufficiale</a> che accompagna il rilascio si può leggere che, <strong>come da tradizione Mandriva</strong>, anche questa versione sarà <strong>fortemente orientata agli utenti desktop</strong> grazie all&#8217;ampio corredo di applicativi ad interfaccia grafica presenti all&#8217;interno della distribuzione nelle loro ultime versioni: nello specifico sono presenti nelle loro versioni più innovative software rivolti all&#8217;ufficio, ad internet, alla multimedialità ed alla virtualizzazione.</p><p>Tra questi ci sono anche applicativi freeware ormai largamente diffusi negli altri principali sistemi operativi (ed in parte anche su Linux) che però sono rilasciati dai rispettivi produttori con una licenza diversa dalla GNU/Linux e/o che non sono Open Source. Si tratta in particolare di:</p><ul><li><strong>WengoPhone</strong>:  un programma Open Surce sviluppato dalla OpenWengo che sfrutta il protocollo SIP per permettere agli utenti di effettuare chiamate e videochiamate a prezzi concorrenziali e ad una qualità di tutto rispetto;</li><li><strong>Google Picasa</strong>, celebre applicazione della grande G per modificare ed organizzare le proprie foto e <strong>Google Earth</strong> il software che virtualizza la Terra;</li><li><strong>Wii remote</strong> compatibile: la nuova release di Mandriva permette agli utenti di utilizzare il controller della popolarissima console della Nintendo al posto del classico joystick nei giochi;</li><li><strong>Drakvirt</strong>: un programma sviluppato da Mandriva per facilitare agli utenti la virtualizzazione per configuare uno dei quattro software supportati: VirtualBox, VMware, Xen e QEMU con KVM;</li><li><strong>DrakFon</strong>: un&#8217;applicazione per installare velocemente e semplicemente il firmware di Fon su tutti i router supportati per farli diventare dei FONspot</li><li>Aggiornamenti e miglioramenti dei vari tool grafici caratteristici della Mandriva per la gestione del sistema operativo.</li></ul><p>La novità sicuramente più interessante però è <strong>Metisse</strong>: un innovativo window environment frutto dello sviluppo del progetto transalpino In Situ. Metisse è studiato per permettere un approccio completamente innovativo al tuo desktop con una serie di funzioni innovative che miglioreranno di molto l&#8217;usabilità dell&#8217;interfaccia grafica. Ovviamente se mettete tutto questo assieme alle effetti 3D offerti da <strong>Compiz</strong> e <strong>Beryl</strong>, anch&#8217;essi integrati nella nuova release, ed agli strumenti ad interfaccia grafica che vi permettono di configurare tutto questo in modo molto intuitivo e senza troppi grattacapi, Mandriva Linux 2007 Spring si pone al vertice delle distribuzioni Linux in termini di semplicità d&#8217;uso e di desktop environment.</p><p>Come al solito sono disponibili diverse versioni: alcune scaricabili ed utilizzabili gratuitamente (One e Free)  altre invece che richiedono una sottoscrizione a pagamento (Discovery, Powerpack e Powerpack+) per poterle sfruttare.<p><strong>Forse Collegati:</strong><ul
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