Davide Salerno

La ricerca della Felicità: un film che merita

Ricerca della felicità“Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per sé stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono stati dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità.

Thomas Jefferson, Dichiarazione unanime dei tredici Stati Uniti d’America, 1776

Domenica pomeriggio ho fatto un salto al cinema e tra le varie pellicole che le sale cinematografiche alessandrine mettevano a disposizione la scelta è ricaduta su uno dei film più pubblicizzati e più apprezzati dalla critica in questo momento: “La ricerca della Felicità“.

Dire che il film è diretto dall’italiano Gabriele Muccino, interpretato da Will Smith, prodotto ad Hollywood e che negli States ha già superato la cifra record di 100 milioni di dollari di incasso mi sembra un’ovvietà: ma ci tengo a dirlo e a sottolinearlo perchè credo debba essere motivo d’orgoglio e di stimolo per tutti noi italiani medi.

La trama del film, come si può facilmente capire dal suo titolo e dando semplicemente un’occhiata alla locandina, è la ricerca della Felicità e in prima battuta si potrebbe pensare al solito film in cui si parla della solita storia del classico nero d’America discriminato ed additato da tutti come essere inferiore ma che poi alla fine riesce a riscattarsi raggiungendo il successo.

In parte se vogliamo è così. Ma c’è qualcosa che rende il film diverso e unico nel suo genere e lo eleva al di sopra dei film che hanno finora trattato di questo argomento. Forse saranno gli interpreti, che riescono a trasmettere allo spettatore certe sensazioni e certe emozioni che difficilmente di si aspetterebbe da attori legati per antonomasia alla comicità come Will Smith. Forse saranno le sceneggiature sempre molto curate in tutti i sensi da Gabriele Muccino che dimostra di essere in grado di dirigere non solo grandi film nazionali dalle tematiche adolescenziali.

O forse sarà per il fatto che il film è incentrato non tanto sulla felicità quanto sulla ricerca della stessa che nel film effettivamente non arriva mai se non fugacemente verso la fine: ma con un’intensità tale da dare un senso a tutto il film. Una Felicità che all’osservatore poco attento potrebbe sembrare molto materiale economica ma che è tutt’altro che il semplice raggiungimento della tranquillità economica.

La Felicità di cui si parla nel film è la felicità che un pò ognuno di noi cerca. Quella che si ottiene quando si riesce a raggiungere innanzitutto un equilibrio interiore che soltanto gli affetti familiari ti possono dare e che soltanto facendo quello che realmente ami fare riesci a raggiungere. Una Felicità difficile da raggiungere, che ti costringe a metterti in gioco sempre e comunque rischiando sempre il massimo. Una Felicità che solo chi è tenace, coraggioso e sincero con se stesso e con gli altri riesce a raggiungere.

E’ questa a mio modo di vedere la vera trama del film. E no il susseguirsi di scene che portano il giovane nero si San Francisco, Chris Gardner, da spiantato e scontento venditore di scanner ossei che nessuno vuole acquistare ad intraprendente broker di successo dell’America dei prima anni ottanta. Perchè quello che realmente conta per il giovane Chris Gardner non sono tanto i soldi quanto l’amore paterno incondizionato verso il figlio che gli dà la forza per arrivare lì dove rampanti neolaureati con il massimo dei voti non riescono ad arrivare: forse perchè hanno tutto, forse perchè non hanno stimoli.

Questa è stata per me “La ricerca della Felicità“. Voi lo avete visto? Che sensazioni vi ha trasmesso? Vi è piaciuto?

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