Non parlo spesso di politica da queste parti ma i fatti di questi giorni mi hanno fatto riflettere un pochino su alcune cose.
Un sindaco di Roma che viene “acclamato” a furor di partito come leader del futuro Partito Democratico mi ricorda vagamente quello che era stato fatto tempo addietro con un altro amatissimo sindaco di Roma teletrasportato dalla politica locale a quella nazionale. Tanto per fare nomi e cognomi quello che oggi sta accadendo con Veltroni mi ricorda molto quello che qualche anno addietro avvenne con Rutelli ed il neo Partito Democratico mi ricorda molto la Margerita soprattutto per le modalità con cui entrambi i partiti sono nati e per come sono stati presentati agli elettori.
Anche allora se non erro l’obiettivo era quello di raggruppare sotto un unico simbolo tutti i partiti della sinistra moderata. Poi le cose andarono diversamente da come erano state inizialmente pianificate e non sto a tediarvi ulteriormente su avvenimenti che sembrano lontani anni luce sotto 5 dita di polvere (come i 5 anni di governo Berlusconi).
Forse qualcuno non ha capito che Roma non è l’Italia e la politica nazionale e quella locale sono leggermente differenti per problematiche e dinamiche che fanno sì che se uno è molto bravo a trovare soluzioni efficienti a problemi cittadini e a farsi amare dai suoi concittadini non vuol dire che per forza di cose debba riscuotere lo stesso successo ed ottenere i medesimi risultati anche di fronte ad una platea ben più vasta.
Adesso si sta cercando di allargare “il tiro” con la speranza di riunire sotto lo stesso tetto il diavolo e l’acqua santa. Gli antichi dicevano che errare è umano, perseverare è diabolico…
Voi che ne pensate?