Davide Salerno

Sul silenzio prolungato

Rileggendo la data di pubblicazione dell’ultimo articolo mi rendo conto di essere scomparso ingiustificatamente per un periodo troppo prolungato da queste pagine. Complice le vacanze prima all’estero e poi in montagna che mi hanno forzatamente sconnesso da internet e dalla socialsfera per tanti giorni, complice i vari socialnetwork e/o gli innumerevoli strumenti per il microblogging sui quali prediligo condividere le mie brillanti scoperte ed intuizioni e sui quali è più semplice intavolare una discussione partendo praticamente dal nulla, complice l’eccessiva quantità di informazioni con le conseguenti difficoltà nel filtrarle e selezionarle per cercare di trarne qualcosa di buono e di nuovo, complice la scomparsa del nonno Antonio a settembre ancora da metabolizzare… insomma per tutte queste cose (di cui non mi meraviglio se non ve ne possa fregà de meno) spesso mi chiedo se quello che vorrei scrivere, quello che vorrei condividere e via dicendo, potrà mai interessare a qualcuno.

La risposta è quasi sempre no: tanto qualcuno ne avrà già parlato, ci sarà stata già una discussione e non farò altro che la figura di quello che arriva sempre dopo (il tardone della situazione, ndr) ed è inutile sprecare dei bit per ripetere e ripetersi.

Insomma come tutte le iniziative non coordinate e continuative prive di strategie sulla pubblicazione dei contenuti, quando manca la verve dell’autore cala il sipario. Ora quindi mi serve un pò di tempo e magari qualche consiglio su come ritrovarla e rinverdire i fasti dei tempi migliori.

Magari un vostro consiglio mi potrà essere di non poco aiuto, quindi non siate timorosi e non abbiate paura di sparare a zero (tanto ho le spalle grandi per reggere l’urto): se ci siete battete un colpo.

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