Davide Salerno

Domande senza una risposta

Verso la fine di marzo mi è capitato di leggere uno dei tanti articoli di propaganda su uno dei tanti mezzi di informazione del nostro Presidente del Consiglio. L’articolo era questo e leggendo la versione cartacea (non ho letto la versione online che presumo sia identica o quasi) il nobile messaggio che si voleva far passare era che l’energia nucleare oggigiorno è molto più sicura e per questo è venuto il momento di tornare al nucleare nel nostro Paese perchè non ci sono più i presupposti per non farlo.

A dimostrazione del fatto che i tempi per il ritorno al nucleare sono maturi, vengono riportati i pareri di numerosi addetti del settore che lavorano all’estero e testimoniano quanto sia sicura l’energia nucleare e quanto siamo retrogradi noi italiani rimasti qui da questo punto di vista. Mi ha colpito in particolar modo il parere di Elisa Calvo, una ragazza di 25 anni laureata in ingegneria nucleare al Politecnico di Torino che lavora in Francia e si è presa la briga di sfidare Beppe Grillo a un dibattito pubblico: «Credo che l’opinione pubblica sia pronta a recepire una corretta informazione sui vantaggi e la sicurezza degli impianti nucleari» dice. «Ho invitato Grillo a discuterne postando un messaggio sul suo sito web, ma non ha mai risposto».

Visto l’interesse di Elisa ad intavolare una discussione sull’argomento e visto che il caro Beppe non si era degnato di risponderle mi son detto che sarebbe stato bello fare quattro chiacchere con lei per capire perchè dovremmo essere tutti pronti ad accogliere questo cambiamento.

L’ho aggiunta su Facebook e in data 30 marzo 2010 le ho inviato il seguente messaggio:

Ciao Elisa, come ti avevo accennato qualche settimana fa quando ti ho effettuato la richiesta di amicizia qui su FB ho letto un articolo su Panorama in cui venivi citata a proposito delle centrali nucleari di nuova generazione di cui ti occupi per lavoro in Francia per quanto riguarda la sicurezza.

Ho letto che avevi scritto a Beppe Grillo, il quale non ti ha risposto, a proposito della sicurezza delle centrali di nuova generazione. Sicuramente con i passi da gigante che ha fatto la tecnologia al giorno d’oggi, non metto assolutamente in dubbio che le nuove centrali nucleari dal punto di vista della sicurezza siano enormemente più sicure rispetto a quelle costruite 20 o 30 anni fa.

La domanda che ti volevo porre invece era un’altra in quanto non ho trovato informazioni obiettive a riguardo. Una moderna centrale nucleare di medie dimensioni quante scorie produce all’anno? Come vengono smaltite? A livello di radioattività per quanti anni sono radioattive e pericolose per la salute umana?

Spero tu possa darmi qualche informazione indicativa, obiettiva ed aggiornata a riguardo.

Un saluto dall’Italia, da Torino ed in particolare dal Politecnico,
Davide

Ad oggi Elisa non si è degnata di rispondermi ricordandomi tanto il bue che dà del cornuto all’asino.

Forse non mi ha risposto perchè il problema dell’energia nucleare, oggi come allora, non è nella sicurezza delle centrali nucleari (a meno che non ci si voglia avventurare in folli esperimenti) quanto nelle scorie radioattive.

Visto che non ho fonti più attendibili, vi rimando a Wikipedia, ed in particolare al fatto che:

Si noti che i cicli all’uranio determinano scarichi nettamente più radiotossici e di lunga vita rispetto ai cicli al torio, e che gli attuali reattori (2° e 3° gen. ad uranio) determinano i risultati di gran lunga peggiori con ben un milione di anni per ridurre la radiotossicità al valore dell’uranio di partenza.

Se vi interessa sapere come Paesi anni luce più avanti di noi affrontino il problema dello smaltimento delle scorie radioattive vi consiglio vivissamente la lettura di questo post.

In Italia siamo indietro su molti aspetti non c’è dubbio: dal punto di vista dell’energia nucleare no. Il fatto che per gli interessi personali di qualcuno che dalla costruzione di qualche centrale nucleare ci guadagnerebbe (e non poco) dobbiamo avvelenarci tutti e contribuire a lasciare un mondo peggiore di quanto non stiamo già facendo ai nostri posteri non ritengo possa essere la soluzione ai nostri problemi.

Rincresce sapere che persone giovani e con una certa cultura e preparazione in materia, si lascino usare (spero in maniera inconsapevole) per i comodi altrui.

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