Domande senza una risposta

Verso la fine di marzo mi è capitato di leggere uno dei tanti articoli di propaganda su uno dei tanti mezzi di informazione del nostro Presidente del Consiglio. L’articolo era questo e leggendo la versione cartacea (non ho letto la versione online che presumo sia identica o quasi) il nobile messaggio che si voleva far passare era che l’energia nucleare oggigiorno è molto più sicura e per questo è venuto il momento di tornare al nucleare nel nostro Paese perchè non ci sono più i presupposti per non farlo.

A dimostrazione del fatto che i tempi per il ritorno al nucleare sono maturi, vengono riportati i pareri di numerosi addetti del settore che lavorano all’estero e testimoniano quanto sia sicura l’energia nucleare e quanto siamo retrogradi noi italiani rimasti qui da questo punto di vista. Mi ha colpito in particolar modo il parere di Elisa Calvo, una ragazza di 25 anni laureata in ingegneria nucleare al Politecnico di Torino che lavora in Francia e si è presa la briga di sfidare Beppe Grillo a un dibattito pubblico: «Credo che l’opinione pubblica sia pronta a recepire una corretta informazione sui vantaggi e la sicurezza degli impianti nucleari» dice. «Ho invitato Grillo a discuterne postando un messaggio sul suo sito web, ma non ha mai risposto».

Visto l’interesse di Elisa ad intavolare una discussione sull’argomento e visto che il caro Beppe non si era degnato di risponderle mi son detto che sarebbe stato bello fare quattro chiacchere con lei per capire perchè dovremmo essere tutti pronti ad accogliere questo cambiamento.

L’ho aggiunta su Facebook e in data 30 marzo 2010 le ho inviato il seguente messaggio:

Ciao Elisa, come ti avevo accennato qualche settimana fa quando ti ho effettuato la richiesta di amicizia qui su FB ho letto un articolo su Panorama in cui venivi citata a proposito delle centrali nucleari di nuova generazione di cui ti occupi per lavoro in Francia per quanto riguarda la sicurezza.

Ho letto che avevi scritto a Beppe Grillo, il quale non ti ha risposto, a proposito della sicurezza delle centrali di nuova generazione. Sicuramente con i passi da gigante che ha fatto la tecnologia al giorno d’oggi, non metto assolutamente in dubbio che le nuove centrali nucleari dal punto di vista della sicurezza siano enormemente più sicure rispetto a quelle costruite 20 o 30 anni fa.

La domanda che ti volevo porre invece era un’altra in quanto non ho trovato informazioni obiettive a riguardo. Una moderna centrale nucleare di medie dimensioni quante scorie produce all’anno? Come vengono smaltite? A livello di radioattività per quanti anni sono radioattive e pericolose per la salute umana?

Spero tu possa darmi qualche informazione indicativa, obiettiva ed aggiornata a riguardo.

Un saluto dall’Italia, da Torino ed in particolare dal Politecnico,
Davide

Ad oggi Elisa non si è degnata di rispondermi ricordandomi tanto il bue che dà del cornuto all’asino.

Forse non mi ha risposto perchè il problema dell’energia nucleare, oggi come allora, non è nella sicurezza delle centrali nucleari (a meno che non ci si voglia avventurare in folli esperimenti) quanto nelle scorie radioattive.

Visto che non ho fonti più attendibili, vi rimando a Wikipedia, ed in particolare al fatto che:

Si noti che i cicli all’uranio determinano scarichi nettamente più radiotossici e di lunga vita rispetto ai cicli al torio, e che gli attuali reattori (2° e 3° gen. ad uranio) determinano i risultati di gran lunga peggiori con ben un milione di anni per ridurre la radiotossicità al valore dell’uranio di partenza.

Se vi interessa sapere come Paesi anni luce più avanti di noi affrontino il problema dello smaltimento delle scorie radioattive vi consiglio vivissamente la lettura di questo post.

In Italia siamo indietro su molti aspetti non c’è dubbio: dal punto di vista dell’energia nucleare no. Il fatto che per gli interessi personali di qualcuno che dalla costruzione di qualche centrale nucleare ci guadagnerebbe (e non poco) dobbiamo avvelenarci tutti e contribuire a lasciare un mondo peggiore di quanto non stiamo già facendo ai nostri posteri non ritengo possa essere la soluzione ai nostri problemi.

Rincresce sapere che persone giovani e con una certa cultura e preparazione in materia, si lascino usare (spero in maniera inconsapevole) per i comodi altrui.

6 pensieri riguardo “Domande senza una risposta

  1. Il problema delle scorie è un falso problema. Il deposito è una necessità aldilà delle centrale nucleari… a meno che rinunciate a farvi le lastre, o la pet o altri trattamenti per la cura del tumore, oltre a vari processi industriali. Ora abbiamo gli scantinati degli ospedali pieni di residui radioattivi.
    Stante il fatto che il deposito è da fare, perché non ficcarci anche le scorie delle centrali nucleari? Perché non dire questa semplice verità?

    1. Perchè, permettimi Vito, ci sono differenze abissali sia nelle quantità che nella pericolosità delle scorie prodotte per le lastre, per la pet o per la cura dei tumori in quanto non si usa l’uranio impoverito o il plutonio per i trattamenti terapeutici citati.

      Poi permettimi di opinare che mentre posso anche capire la necessità di utilizzare determinate tecnologie per salvare la vita di milioni di persone, non posso capire il ragionamento sconsiderato di chi si vuole avvelenare ulteriormente e ci vuole far avvelenare, non per il nostro bene ma per fare in modo che tutti possano vivere comodi e senza far funzionare troppo il cervello in modo tale da poterci avere un interesse economico non trascurabile.

      Forse ha più senso dire: “Attiviamoci un attimo per cercare di non distruggere il pianeta (e noi stessi) cercando di tagliare il superfluo: razionalizzando l’uso dell’energia elettrica sopportando di più il caldo ma anche il freddo, muovendosi di più a piedi, in bici o con i mezzi pubblici, progettando nuove tecnologie che non hanno solo come obiettivo quello di fare tutto e di più ed in fretta ma di fare semplicemente quello che serve consumando poco ecc ecc”

      Piuttosto che dire: “Massì tanto ci stiamo avvelenando comunque perchè non accelerare il processo 100000x e vivere comodi? Tanto chissenefrega arginare/risolvere un problema che quando sarà irrisolvibile non sarà più mio perchè io non sarò più sulla faccia della Terra? Io adesso me la godo e non sto tanto a rompermi la testa, i problemi li lascio agli altri”.

      Io sinceramente preferisco la prima scelta di vita piuttosto che la seconda, se non altro perchè non mi fa paura qualche rinuncia, un pò di sudore della fronte e cose simili.

      1. Perché i petrolieri sono contro il nucleare? Perché l’unica alternativa al nucleare è il petrolio. Vogliamo continuare a bruciare petrolio? Questa è la realtà. Poi con le chiacchiere si può pure creare energia dal nulla.

        1. Con le chiacchere si può innanzitutto consumare di meno e magari bruciare l’olio di colza o di mais al posto del petrolio, piuttosto che sfruttare il vento o il sole, progettare prodotti che facciano il loro sporco lavoro consumando meno: non mi sembra un utopia.

          Trovo inconcepibile giustificare l’inquinamento prodotto dal nucleare (non so se per ignoranza – non credo e spero di no – o per partito preso) facendosi scusa che tanto ci sono altre cause di inquinamento.

          E’ come giustificare un sterminio di massa dicendo che tanto le persone prima o poi muoiono comunque non importa la ragione.

  2. Come sempre in Italia il cittadino non viene informato ma semplicemente indottrinato allo scopo di ottenere il consenso .
    Non mi stupirei poi se la fantomatica Elisa fosse un alias di un addetto alla propaganda del governo.
    In qualita’ di cofondatore del movimento 5stelle di Torino ho avuto modo di approfondire la tematica e devo dire che , al di la’ delle prese di posizione ideologiche e di legittimita’ costituzionale dato l’esito del referendum italiano in materia, e soprassedendo al rischio di contaminazione nucleare in caso di incidente o atto terroristico,
    il ritorno al nucleare ponga dei problemi oggettivi di convenienza economica:
    – Quando si parla di economicita’ del nucleare nessuno considera mai i costi di smaltimento delle scorie, d’ altronde essi non sono facilmente quantificabili visto che nel mondo nessuno ha finora risolto il problema .
    – Siamo sicuri che tra 10/12 anni quando la prima centrale nucleare sara’ completata essa sara’ realmente competitiva? Di quanto potremmo aumentare l’ efficienza di fonti alternative effettuando un pari investimento in ricerca per un decennio?
    – In Italia deve intervenire l’ esercito per costruire una nuova discarica , cosa succedera’ quando si saranno individuati i siti per le nuove centrali? Anche gli italiani favorevoli al nucleare lo sono solo a patto che sia distante da casa loro. Bisogna anche valutare i costi sociali che tale scelta comporta

    In sostanza il ritorno al nucleare presenta piu’ ombre che luci e sembra piu’ una mossa propagandistica e finalizzata a creare commesse per la lobby dei grandi costruttori italiani al pari dello ponte sullo stretto.
    Personalmente nutro forti dubbi sul fatto che verra’ realizzata comunque staremo a vedere… nel frattempo l’ unica cosa sensata da farsi e’ cercare di fornire a tutti gli italiani una informazione corretta e non propagandistica (in un senso o nell’ altro) sull’ argomento.

  3. E già, per fare gli interessi di pochi vogliono intossicare tutti. Se si fossero preoccupati di più a sfruttare le energie alternative, ora saremmo meno dipendenti energeticamente.

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