Applicazioni Windows… senza Windows!!!

Da qualche mese ormai la Apple ha deciso di fare il grande passo e di abbandonare l’architettura PowerPC ed i processori G4 e G5 sviluppati da IBM in favore dell’architettura x86 con l’impiego di schede madri e di processori prodotti da un altro colosso dell’informatica, la californiana Intel.

Il passo è stato epocale. Perchè adesso anche i Mac dal punto di vista hardware sono dei “normali” PC… Si ok non sono molto “normali” perchè il design, la cura maniacale dei particolari, i materiali utilizzati e le soluzioni innovative introdotte in ogni modello non sono gli stessi di un normale PC… e poi diciamo che c’è anche il prezzo a differenziarli dai “computer da supermercato”.

Però se uno si ferma a guardare semplicemente la scheda tecnica delle componenti elettroniche sono praticamente identiche a quelle di un normale PC, eccenzion fatta per il BIOS che sui Mac non c’è ed è sostituito dall’Open Firmware. E come su dei normali PC in caso di necessità ci si può tranquillamente installare Windows… si perchè Windows serve solo ed esclusivamente in casi estremi, giusto per quelle due o tre applicazioni che non girano sull’ormai pluriencomiato Mac OS X.

L’altro giorno mi sono proprio imbattuto in uno di questi casi e l’applicazione in questione indovinate qual era? Internet Explorer. Si perchè nel manuale del buon sviluppatore web c’è scritto che per quanto cerchi di fare le cose semplici, lineari e senza fronzoli e per quanto valido sia il codice del tuo sito, è sempre buona norma testarlo sui browser più diffusi se vuoi che abbia più o meno lo stesso effetto a tutti i visitatori che gironzolando per il web ci capiteranno… Per questo motivo dopo aver rinnovato per l’ennesima volta la grafica di questo sito, dopo aver validato per bene il codice e dopo aver cercato di fare tutto come descritto sopra mi sono accorto che avevo testato quanto fatto solo con browser basati su Gecko che è il motore di rendering utilizzato da Mozilla & Co. (Firefox, Camino, Safari e derivati).

Mi affretto quindi a scaricare Opera e a constatare che nulla cambia se il sito viene visualizzato con questo browser che da poco viene rilasciato con licenza di tipo Freeware. Riassumendo mi rimaneva soltanto un programma con cui provare a vedere se l’aspetto grafico del mio sito era quello da desiderato. Scendo pertanto di corsa nella saletta PC del collegio, prendo possesso di una macchina, mi loggo, avvio il programma, digito il nome del sito e sorpreso ma non troppo mi accorgo che diverse cose non erano come mi aspettavo.

Desolato torno in stanza (al quinto piano, ndr) alla ricerca di una soluzione. Dopo ore spese a cercare vanamente un bowser per Mac che emulasse il motore di rendering di IE e mi permettesse di correggere le cose che non andavano nella visualizzazione del sito su quest’ultimo programma senza dover scendere tutte le volte a piano terra per vedere se l’ultima modifica fatta aveva sortito gli effetti desiderati, cado nello sconforto perchè l’ultima alternativa che mi rimane è quella di installare Windows con l’ausilio di Bootcamp o Paralles sul mio piccolo Macbook.

Avevo già il CD di Windows XP SP2 in mano pronto per l’installazione quando San Google, noto santo degli informatici, ci ha esso una pezza. Anzi mi ha proprio cucito un vestito su misura addosso. A cosa mi riferisco? All’applicazione Crossover che permette di installare e di utilizzare applicazioni native per Windows su Mac senza dover installare il sistema operativo della casa di Redmond.

Screenshots 1 di CrossoverSul sito della CodeWeavers è disponibile per il download la beta pubblica 2, scaricabile ed utilizzabile gratuitamente per un periodo di 60 giorni. Il prezzo di tale applicazione è comunque abbastanza contenuto per le potenzialità, l’utilità e la semplicità di utilizzo che offre si pagano solo 40$ per poterlo utilizzare senza alcuna limitazione per sempre e per gli studenti c’è addirittura uno sconto del 30%.

Una volta installato seguendo la semplicissima procedura guidata, non rimane che avviare l’applicazione e procedere all’installazione delle applicazioni Windows che vogliamo utilizzare nel nostro Mac. Al momento dell’installazione della prima applicazione verrà creato tutto quanto necessario per emulare il sistema operativo della Microsoft ed il tutto verrà racchiuso in una bottiglia (nel programma viene chiamata appunto bottle) ed avviato per far girare l’applicazione.

Tutto questo è fatto per permettere all’utente di avere a disposizione varie versioni del sistema operativo della casa di Redmond (dal 98 in poi escluso Vista naturalmente) e di installare le applicazioni che si desiderano usare nel proprio Mac sulla versione emulata di Windows più adatta per ciascuna applicazione.

Il software mette già a disposizione poi una serie di installazioni guidate dei sofware più diffusi: una trentina di applicazioni tra le quali c’è Internet Explorer, Office, Lotus Office, vari programmi della Microsof come Visio e Project e addirittura programmi molto più rilevanti come Adobe Photoshop CS.

Tutto funziona quindi in modo semplice e guidato perchè una volta installata l’applicazione per avviarla basta cliccare semplicemente sull’icona della stessa per avviarla, proprio come se fosse una normale applicazione per Mac. In sottofondo verrà quindi avviato CrossOver ed in meno di quanto si possa pensare si avrà l’applicazione funzionante ed avviata.

Screenshots 2 di Crossover

In alternativa basta avviare l’applicazione Crossover e andare nel menu Programs della stessa per avviare una delle applicazioni precedentemente installate. Tutto funziona a velocità abbastanza sorprendenti anche se bisogna considerare il fatto che si hanno in pratica due sistemi operativi avviati sulla stessa macchina contemporaneamente che si contendono le stesse risorse (non è proprio così ma per far le cose semplici e non troppo lunghe facciamo finta che lo sia).

Una pecca dell’applicazione è che per adesso è solo in inglese, anche se per come è fatta si sente poco questa mancanza visto che le opzioni a disposizione sono sempre poche perchè si cerca di fare tutto in modo guidato in modo da “cullare” l’utente finale soprattutto quando questo non è molto esperto o non ha molto tempo da perdere.

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