Quando i pixel non sono tutto…

CCD: Charged Coupled DeviceIn questi giorni ho dedicato parecchio del mio tempo libero all’approfondimento di un tema alquanto attuale e sul quale ero totalmente impreparato: le varie tipologie di CCD e le loro prestazioni.

Penso che chiunque debba acquistare una macchina fotografica digitale dovrebbe documentarsi a riguardo perchè le cose che si scoprono sono interessantissime e sicuramente potranno aiutare nella scelta di una macchina in modo ponderato ed intelligente.

Innanzitutto ho scoperto che CCD sta per Charge Coupled Device ossia dispositivo ad accoppiamento di carica, e che se ci limitiamo al campo della fotografia esistono due grosse categorie di CCD che si differenziano per il loro impiego: gli interline transfer ed i full frame transfer… Per farla breve i primi sono quelli utilizzati dalle macchine “compatte”, non necessitano di otturatore fisso permettendo scatti con tempi molto brevi, permettono di registrare brevi filmati anche se la parte sensibile dei pixel è 1/3 di quella totale a causa di un’elettronica di contorno troppo ingombrante. I full frame transfer invece sono quelli utilizzati dalle reflex, necessitano di un otturatore e quindi i tempi di scatto non possono essere eccessivamente bassi, di conseguenza niente filmati e niente ausilio di LCD durante lo scatto della foto. Di contro la parte sensibile di ciascun pixel è il 70% di quella totale.

Volendo riassumere ulteriormente il tutto i CCD delle compatte sono meno sensibili alla luce rispetto a quelli delle reflex. Questo se sommato al fatto che i CCD delle reflex hanno una dimensione fisica in termini di centimetri o di pollici nettamente superiore ai CCD delle macchine fotografiche compatte porta al seguente risultato: nelle compatte i pixel sono “più scadenti” e “tutti appiccicati” mentre nelle reflex i pixel sono “di qualità superiore” e “stanno belli comodi” nel CCD.

Tutto questo porta ad una riflessione di fondo: oggi va di moda la convinzione che più pixel ha la fotocamera meglio scatta le foto perchè sono piene di dettagli ed ingrandibili a piacimento. Bene non è affatto così. Infatti se è vero che più è elevato il numero di pixel più dettagli si hanno nella foto, è allo stesso tempo vero che, se si hanno troppi pixel e scadenti, si rischia di avere tantissimi dettagli ma di una qualità estremamente scadente ottenendo quello che i fotografi professionisti chiamano rumore elettronico e che si manifesta sotto forma di un fastidiosissimo disturbo sulla foto.

Nell’acquisto di una macchina è quindi necessario fare attenzione alla dimensione fisica del CCD (quella indicata in pollici tramite rapporti quali 1/1.6″,1/1.8″, 1/2.5″ ecc) ed al suo numero di pixel: più elevata sarà la densità di pixel sul CCD, più si avranno problemi di rumore elettronico che rovineranno i nostri scatti in determinate condizioni (in particolare quando c’è poca luce e si aumentano gli ISO) perchè i pixel staranno stretti e lavoreranno male. Al contrario se la concentrazione di pixel sarà bassa rispetto alla dimensione del sensore allora tale problema sarà ridotto al minimo se non addirittura scongiurato.

Queste sono solo poche dritte che spero possano servire ad aiutarvi a capire come funzionano a grandi linee le cose nel mondo delle fotografia digitale e a non farvi imbonire da delle fuorvianti campagne di marketing volte a inculcarvi delle false concezioni della realtà con il semplice scopo di aumentare le vendite di determinati prodotti che forse non fanno al caso vostro…

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AGGIORNAMENTO

La differenza tra CCD e CMOS è sottile: nel primo le celle fotosensibili passano i dati direttamente al convertitore, nel secondo questo compito è svolto da un collettore che mette in comunicazione le celle e il convertitore. È tutto chiaro?

Cmos vs CCD

In termini pratici i sensori CCD sono più costosi, più difficili da produrre e consumano più energia, ma garantiscono una migliore qualità . I sensori CMOS sono generalmente utilizzati in modelli entry level, tipo webcam. Pare strano quindi che Canon abbia usato un sensore CMOS. La qualità delle immagini non dipende però solo dal tipo di sensore ma anche dall’elettronica che elabora l’immagine. A quanto pare Canon ha usato un CMOS eccellente e un’elettronica di altissimo livello, che portano a una qualità delle immagini eccezionale a prezzo ridotto.

[via TomHW]

3 pensieri riguardo “Quando i pixel non sono tutto…

  1. Ops… Adesso vedrò subito di correggere il problema… Comunque ho una copia del commento alla mail
    Sui CMOS mi devo documentare bene perchè dalle reminiscenze di elettronica il CMOS è un diverso tipo di transistor… poi però per il resto non so con che tecnologia siano fatti i sensori CMOS (tu da canonista ne saprai sicuramente più di me)

  2. Ti picchio!!
    Quando sei registrato non appare il codice di sicurezza e dà errore. Quindi ho perso un commento mooolto interessante.
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    Ripeto: il monitor LCD non si può usare perchè lo specchio è proprio davanti impedendo di visualizzare le immagini. In futuro ne utilizzeranno un secondo, più semplice, posto sopra lo specchio, per collegarlo direttamente al monitor.

    Non hai parlato del CMOS però…

    🙂

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