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Esperimento

Stefano sostiene che lunghezza e complessità dei post non vanno di pari passo con il numero dei commenti.

In sostanza post brevi e scemi dovrebbero riscuotere più successo e stimolare una discussione molto più prolissa di quelli lunghi ed impegnati.

Voi come la pensate?

20 risposte su “Esperimento”

3) non è detto che ve ne siano di contatori, ma anche sì – esistono per default. Le motivazioni? Come hai detto tu stesso, ce ne possono essere di svariate…
5) ripeto: i media; io non lo sono.
6) conversazione e/o informazione.

3) Sicuramente ma non credo sia molto diffusa. Io per esempio non ne avevo mai sentito parlare. Cioè che uno chiude i commenti perchè non è interessato al numero di visite beh mi sembra un sillogismo alquanto perverso. Al massimo non mette il contatore se non è interessato alle visite e si disinteressa delle statistiche ma perchè chiudere i commenti?
5) Blogger anarchici detto dai media? Mah se lo dici tu…
6) Ti ripeto: il blog inizialmente era uno strumento di conversazione, per fare conversazione bisogna riprendere quello che dice un’altra persona e quindi le citazioni sono un obbligo in tal caso se no come posso far capire a chi mi legge di che cosa sto parlando?
Poi come al solito si è commercializzato il tutto ed il blog è diventato uno strumento per far soldi con AdSense ed è cresciuta l’importanza i classifiche e statistiche.
Ma inizialmente il blog serve per fare conversazione ed anche se può sembrare strano c’è chi ancora lo utilizza per questo.

2) (lo so, mi piacciono le “brutte” espressioni)
3) una di queste è l’indifferenza al numero dei commenti e delle visite (direttamente proporzionale?)
4) condivido…
5) i media: max o mini che siano.
6) no, assolutamente, i reati sono altra cosa: io però sono arrivato a te perché c’è stato chi a sua volta a fatto quel che hai fatto tu.

1)E’ un post breve ma se letto attentamente tutt’altro che scemo.
2)Mi andava sapere l’opinione di chi passa di qua circa l’argomento
(P.S. Sapienti blogger? Che espressione brutta…)
3)Si e non c’è una motivazione ma ce ne sono svariate.
4)No non è importante. Il blog per me è uno strumento per fare conversazione. Mi accontento di conversare con chi passa per caso o volontariamente di qui e gli va di scambiare quattro chiacchere
5)Chi lo dice? Mai sentito… forse autoreferenziali ma anarchici proprio…
6)Non c’è nessuna catena. Non è un meme. Ho letto quello che scriveva un amico e potevo semplicemente rispondergli con un commento sul suo blog ma ho preferito fare un post per vedere come la pensano a riguardo “i miei lettori”.
E’ un reato? Credo di essere l’unico ad aver ripreso il post quindi non c’è assolutissimamente nessuna catena.
Solo 2 persone che discutono. Anzi visto i commenti tante persone che discutono su un argomento di comune interesse

1) questo è un post breve e scemo?
2) il motivo di questo post? no, perché, sapienti blogger di tutto il mondo è dal 2003 che parlano di questo. probabilmente lo fanno solo per attirare l’attenzione.
3) esistono blog in cui non c’è la possibilità di commentare: ci siamo posti la motivazione?
4) è poi così importante avere tanti commenti o il contatore da primato?
5) dicono che i bloggers siano anarchici: secondo me dipende dai punti di vista; e comunque, se uno è anarchico lo è comunque e a prescindere, blog o meno.
6) questi post sono come una catena: mi chiedo sempre il perché.

Diciamo che per l’utente medio che cerca di leggere (come me) i vari post dai vari blog preferiti nei pochi momenti di pausa in ufficio, un testo troppo lungo scoraggia… …il capo E-) è sempre in agguato…. 🙂
Quindi si, effettivamente credo che i post brevi (ma non scemi) abbiano più successo. 😀

Beh concordo con tutti ed in particolare con Alessando e Mavero.

Io aggiungerei un altro fattore importante: la frequenza di pubblicazione.

Se si prediligono post lunghi ed “impegnati” e si pubblicano con una frequenza non eccessiva (vedi caso Suzukimaruti) e ovviamente quello che si srive è interessante i lettori possono anche trovare il tempo di perdere 5 minuti per leggere il post e partecipare alla discussione.

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